Loading...
COME SCEGLIERE LA LUCE?2019-01-15T08:49:07+00:00

COME SCEGLIERE LA LUCE?

Indice di Resa Cromatica
indice resa cromatica

Spesso si sente dire che la luce dei LED non rende bene i colori, che li sfalsa e li modifica. Non esiste nulla di più infondato. Come tutte le sorgenti luminose ogni applicazione richiede una corretta valutazione e dimensionamento della quantità.

Normativamente esistono diversi strumenti che danno le linee guida per la corretta progettazione, dalla temperatura di colore, all’indice di resa cromatica (IRC), al Grado di abbagliamento (UGR), all’illuminamento (Lux), alla distribuzione luminosa con cono o curva polare.

Della Temperatura colore se ne è già discusso sopra; affrontiamo ora le altre voci in modo da poter avere la panoramica completa dei requisiti per la corretta progettazione.

L’INDICE DI RESA CROMATICA detto anche IRC o Ra, indica la veridicità con cui la nostra luce va a farci percepire i colori illuminati. È un valore che arriva a 100 come massimo. Valori inferiori a 70 indicano una pessima resa con completo sfalsamento delle tinte e dei mezzi toni. Valori commerciali accettabili sono a partire da 75-80; un prodotto con ottime prestazioni può avere valori di Ra (CRI) pari o superiori a 94.

La norma UNI 10380 identifica l’Indice Ra minimo richiesto per le principali attività. Le tabelle qui a seguire spiegano in modo dettagliato le corrispondenze.

1A 90% <Ra> 90% Abitazioni, Musei, Studi Grafici, Ospedali, Studi Medici
1B 80% <Ra> 90% Uffici, Scuole, Negozi, Teatri, Industrie Tessili
2 60% <Ra> 80% Passaggi, Corridoi, Scale, Ascensori, Palestre, Aree servizio
3 40% <Ra> 60% Industria Leggera, Officine, Magazzini, Depositi
4 20% <Ra> 40% Parcheggi, Banchine, Cantieri, Scavi, Aree Deposito
Indice di Abbagliamento (URG)
indice abbagliamento

INDICE DI ABBAGLIAMENTO (UGR) Unified Glare Rating, è un fattore unificato in campo internazionale, sviluppato dalla CIE per la valutazione dell’abbagliamento diretto relativamente ad ogni specifica applicazione. L’UGR tiene conto della luminanza di sfondo (soffitto, pareti) e della somma dell’apporto di ciascun apparecchio collocato nel locale rispetto ad una posizione standard dell’osservatore. Tiene conto:

– della posizione dell’osservatore rispetto all’impianto;
– della luminanza del singolo apparecchio;
– della dimensione dell’installazione e dell’ambiente;
– dello sfondo in cui sono collocati i corpi luminosi.

Spesso nei cataloghi viene riportato l’indice UGR di un apparecchio, in modo da fornire agli operatori delle indicazioni in merito al comportamento del corpo illuminante nei confronti della problematica degli abbagliamenti molesti. Per la maggior parte dei locali il limite è posto come UGR<19, tuttavia la Norma internazionale EN 12464 stabilisce metodi e valori per ciascun ambiente specifico.

Illuminamento
isolux

ILLUMINAMENTO: si esprime in LUX ed è la quantità di luce che arriva su una determinata superficie. È indipendente dalla temperatura colore e dall’Indice di Resa Cromatica e viene calcolata mediante software partendo dalla curva polare dell’apparecchio d’illuminazione al netto del rendimento. I risultati di calcolo possono essere espressi in isolux o valori numerici. Il primo metodo dà un’informazione generica degli illuminamenti della superficie, indicando diversi step di valori, la tabella riporta invece il valore puntuale sulla griglia di calcolo dell’ambiente. La norma EN 12464 indica il range dei valori minimi e massimi per ciascun ambiente, permettendo la corretta progettazione di quanti corpi luminosi sono necessari per il raggiungimento nell’ambiente degli illuminamenti richiesti.

Cono luminoso
cono luminoso

CONO LUMINOSO: se il corpo illuminante ha un’ottica detta a proiettore è possibile ottenere un valore indicativo di illuminamento partendo dal cono luminoso. Questa rappresentazione è valida solo ed esclusivamente con ottiche ad angolo definito e certo. Nella rappresentazione vengono indicate la distanza dalla sorgente luminosa, la circonferenza dove è racchiuso il 50% del flusso luminoso ed il valore dell’illuminamento. Conoscendo la distanza tra la sorgente luminosa e la superficie utile è possibile ottenere l’illuminamento e risulta anche visibile la circonferenza di illuminamento dell’area interessata.

Curva polare
curva polare

CURVA POLARE: è la distribuzione sui piani luminosi (C-gamma o B-beta) del flusso emesso dall’apparecchio. Viene espressa in candele e permette di capire la distribuzione spaziale del flusso luminoso sulla sfera spaziale che avvolge l’apparecchio. Indicando due piani ortogonali tra loro è facile individuare se l’ottica è del tipo simmetrico o asimmetrico, se è un fascio aperto o chiuso, ecc.. Per ottenere la curva polare si utilizza il goniofotometro, un particolare strumento dotato di un sensore che rileva in modo puntiforme il flusso luminoso istantaneo. La somma dei punti rilevati viene poi posta sulla corrispondente superficie sferica di rilevo, dando la possibilità di ottenere anche un diagramma 3D del flusso.

I risultati ottenuti vengono poi esportati in un file di calcolo di interscambio. Lo standard per l’Europa è il formato eulumdat (.ldt); per il Nord America, iesna (.ies). Tutti programmi di calcolo possono importare uno di questi due formati.